Non testati sugli animali. Molti cosmetici riportano questa dicitura, ma attenzione: spesso è solo un modo per ‘vestirsi’ di verde e attrarre il consumatore sensibile al benessere degli animali. Dal 2006, infatti, in Europa per legge nessun cosmetico può essere testato sugli animali. Dal 2009 è vietato testare anche le materie prime utilizzate in ambito cosmetico, eccezion fatta per 5 test altamente invasivi che ne misurano la tossicità.

Come riconoscere il prodotto veramente cruelty free?

Per essere sicuri che tutte le materie prime non siano state testate sugli animali, controllate che sulla confezione sia riportata la dicitura ‘Stop ai test su animali. Controllato da “Icea” per “Lav“‘. Icea è l’Istituto di Certificazione Etica e Ambientale, mentre Lav è la Lega Antivivisezione.

 

Nel futuro, tutto questo non sarà più necessario: l’UE ha infatti stabilito che dal marzo 2013 anche i 5 test rimasti diventeranno illegali.  Potremo così avere cosmetici veramente cruelty free, con il vantaggio che la nuova regolamentazione comunitaria influenzerà anche le case cosmetiche non europee, troppo interessate al nostro mercato per farsi escludere dal gioco. Così anche le aziende americane e giapponesi diventeranno più sensibili ai temi della sostenibilità e dell’etica nella formulazione dei prodotti di bellezza.

 

Il rischio è che in Italia (e in Europa in genere) la data di scadenza per l’applicazione della nuova normativa non venga rispettata. Nel frattempo, ecco alcuni nomi di aziende che producono cosmetici senza alcun atto di crudeltà sugli animali:

 

  • Coop (prodotti cosmetici a proprio marchio),
  • Derbe (Regenè, Speziali Fiorentini, Seres),
  • Helan, Saponificio Gioanasso (Floralia, i Provenzali), L’Erbolario, Camorak.

 

Grazia Pallagrosi

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Categoria: SWAP PARTY

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